venerdì 28 gennaio 2011

Lacci e catene noi spezzerem!


Sta ancora canticchiando slogan che inneggiano alle donne, Winifred Banks quando ritorna trionfante nella sua lussuosa residenza, al numero 17 di Viale dei Ciliegi. Ad aprirle la porta Ellen, la domestica. E poi c'è Tata Cathy, che ha qualcosa da dirle. La Signora Banks, però, non sta ad ascoltarla. Indossa una fascia con su scritto “Votes for women” ed è infervorata dalla manifestazione alla quale ha partecipato. Elettrizzata, fa un breve resoconto: La signora Whitbourne-Allen si è incatenata alle ruote della carrozza del primo Ministro! Fuori dalla quattro mura di casa, Winifred è una suffragetta, combatte per la dignità e la libertà delle donne. Dinanzi al marito, invece, recita il ruolo della moglie asservita e devota. E torna ad essere la Signora Banks. Ognuno è incardinato in un posto, assegnato dalla società. Il Signor Banks, pater familias e zelante funzionario in banca, è l'esimio rappresentante dell'alta borghesia vittoriana. Vive proprio come un re. Winifred è una suffragetta part time. Sa bene che la sua causa “manda in bestia il signor Banks”. Le piace prender l'uomo a tu per tu, ma dinanzi al marito si annulla. Si sente inadeguata anche ad assumere una governante. Incarico che più efficientemente potrà portare a termine il marito, incapace di sbagliare. Per lei è più facile lottare fuori e il traguardo del voto alle donne è molto più vicino dell'emancipazione dal marito.



BANKS: Scegliere una governante è un compito importante e delicato. Richiede intuito, una valutazione equilibrata e l'abilità di capire il carattere. Date le circostanze, credo che sarebbe opportuno che io assumessi personalmente questa grave incombenza.
WINIFRED: Oh sì! Fallo.
BANKS: E per trovare la persona adatta, affronterò il problema nel modo adatto. Metterò un'inserzione sul Times. Vuoi scrivere, per favore?
WINIFRED: Oh, sì, certo.
BANKS: Cercasi... no, esigesi bambinaia severa, rispettabile, senza grilli. La bambinaia in questa casa / sarà un esempio di virilità / e con dei pargoli così / io voglio qui / una che tremare li farà. Stai scrivendo tutto?
WINIFRED: Sì, caro. Tutto.
BANKS: Se in banca mai io ho debolezze / neppure qua diverso sarà / esigo quella austerità / che porterà / un freno al caos, disordine, scandali / se no non ci si salva più
WINIFRED: Splendido, George, affascinante, il Times ne sarà entusiasta.

3 commenti:

  1. Anche se io ho amato e amo Mary Poppins sia in versione cinematografica che in quella cartacea,
    nel tuo post noto riferimenti a una certa attualità, ma anche all'eterna differenza di ruoli fra uomo e donna...
    Bellissimo post!
    Lara

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  2. Ciao Lara, anche io sono molto affezionata a Mary Poppins. Forse forzando un po' la mano, ho sfruttato il personaggio della signora Banks per esprimere un disagio, chhe sento come donna in questo momento.. E come se anni e anni di lotte, non siano serviti.. e sia necessario un nuovo movimento femminista.. Speravo tanto che questa parola rimanesse relegata al passato, ma purtroppo torna a servirci.

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  3. Questo è uno dei motivi che mi ha fatto sempre detestare Mary Poppins! Davvero, la visione di questo film mi procura una sorta di orticaria.
    Poi l'immagine di lei, coi talloni uniti e piedi in fuori mentre plana con il suo ombrellino, da piccola mi incuteva addirittura paura, turbamento... ma è questo è un altro discorso e io sono uscita fuori tema.
    In ogni caso ho afferrato pienamente il senso di questo post e sentendo i TG di queste ultime settimane non posso che rattristarmi per come ne usciamo noi donne. Poco è cambiato, dipendiamo sempre da qualcuno.

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