domenica 23 gennaio 2011

Quando a piovere dal cielo non è la manna

Lo sappiamo che c'è la crisi. Tutti ci auguriamo che la biblica manna possa prima o poi cadere dal cielo anche per noi, come fu per gli Ebrei che attraversavano il deserto, ma siamo tutti abbastanza scettici circa la possibilità che tale circostanza si realizzi di nuovo. E ancora, per restare in tema di cielo e in ambito religioso (inclinazione alla par condicio), si sa che il Corano è altresì definito “il libro disceso dal cielo”. Ancora: quando le circostanze climatiche lo consentono, ecco un modo di dire tutto italiano (seppur, ho appena scoperto, risalente agli Egizi): “Piove, governo ladro!”. Al di là di tutte le proverbiali espressioni degne della migliore antologia di Padron 'Ntoni, è bene sapere che dall'alto può cadere anche dell'altro. Per esempio un essere umano “vivo e vegeto”. Uno dei tanti che affollano le discoteche, in un sabato di ordinaria follia. Uno dei tanti in preda a danze sfrenate al ritmo di musica rock. Eccolo precipitare, quattro metri più giù, addosso al malcapitato di turno, che stava tranquillamente seduto. Nulla di grave, fortunatamente. E di certo nulla di cinematograficamente paragonabile alla tragica vicenda che ha reso orfana Amélie Poulain. A cadere, in quell'occasione, infatti, un turista del Quèbec, che aveva deciso di suicidarsi, buttandosi giù da Notre-Dame. Per Amandine Fouet, appena uscita dalla cattedrale, nulla da fare.

Ecco il turista del Quèbec cadere da Notre-Dame.



2 commenti:

  1. ...Il che è un peccato, perchè vedere il commentino qui dà sempre quel quid in più alla tua cyber-giornata.

    Che poi, fondamentalmente uno è scivolato da un palco, và. Ho capito male?

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