venerdì 4 febbraio 2011

ATENEurO

Per la categoria degli universitari, questo periodo è tra i più critici dell'anno. Il motivo? In una parola: esami. Una sequenza di cinque lettere mortali in grado di scatenare reazioni (che neanche un chimico potrebbe lontanamente immaginare!) Ma cosa dico?! Rivoluzioni nella vita dello studente, compromettendone gli equilibri psicofisici (talvolta in maniera irreversibile). L'universitario, intorno al mese di Gennaio (sarà l'influenza del Santo Natale? Macchè: è il terrore degli esami) riacquista improvvisamente, come già Paolo sulla via di Damasco, la fede. Prega. Prega di superare l'esame. E si chiude in una clausura degna della Capinera di Verga. Gli anticlericali incalliti, invece, sognano, come nella celebre favola, di addormentarsi per poi risvegliarsi (non con un bacio del Principe!) ma con tutte le materie registrate, alla fine della sessione. Sì, avete capito bene. Per lo studente universitario una firma sul libretto può essere più preziosa di quella apposta su un assegno da un milione di euro. E poi vi sono studenti che invocano, in sedute spiritiche, esimii personaggi del passato perchè possano aiutarli nello studio della materia o “mettano una buona parola” per l'esame. O ancora: studenti, come M, che per sentirsi “controllati” e “osservati” si registrano con la web cam, mentre ripetono (e si dimenticano di spegnerla). Studenti che dichiarano la propria morte prima di ogni esame (e poi la propria resurrezione appena lo hanno superato). Studenti in preda a fame convulsiva (perchè sono nervosi) o a digiuni quaresimali (perchè non c'è tempo per mangiare!). Studenti che citano, a sproposito, cose appena studiate. Che si esprimono con strane congiunzioni come “allorquando” o usano strane formule per fare la reivindicatio di una penna che hanno dato in prestito. Studenti, come V, che studiano diritto internazionale e sognano che popoli inesistenti possano autodeterminarsi (Il Konfinistan Libero!) . E poi ci sono studenti che di notte, incubano tutto quello che studiano. Che sia l'usufrutto, grafici del debito pubblico o Anna Karenina. E altri che addirittura si dedicano a sogni creativi, e immaginano opere mai scritte come le Ebbridi di Nietzche: tappa centrale per comprendere il rapporto del filosofo tedesco col mondo greco e che segnerebbe il passaggio dalla filologia alla filosofia! Studenti che per ricordare le formule di analisi, come G, tappezzano la casa con strani segni che neanche le piramidi egizie sono così decorate! E poi studenti che incominciano a rilasciare strane dichiarazioni come “non mi va di sbandierare quanto studio”. Case di studenti fuori sede che diventano ostelli, asili per i rifugiati, strani luoghi di incontro per gente depressa e pessimista che con certezza sa di non superare l'esame del giorno dopo. Programmi di studio giornalieri che per seguirli bisognerebbe studiare 30 ore su 24 al giorno e che, di conseguenza, non sono mai rispettati. Giorno della laurea agognato, meta irraggiungibile. Eccolo lo studente universitario in questa stagione dell'anno. Altro che ateneo... ateNEURO.
"Non avrei mai potuto pensare di detestare Tiziano. L'uomo col guanto, però, sono io."
 (cit. Studente universitario prima di un esame)

4 commenti:

  1. Di chi sarà mai la citazione finale?!?

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  2. ahahahah... lo so che c'è poco da ridere... ma quanti ricordi... io e la mia collega ci chiudevamo in casa, spesso la sua, a volte quella al mare, ma facevamo anche un sacco di casino... poi, superato l'esame, la prima notte continuavo a sognarmelo e a ripetere nel dormiveglia :)

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  3. Ehhhe! Gl studenti con la webcam mi mancano: evidentemente appartengo ad un'altra generazione (di già...). Comunque: in bocca al lupo!

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  4. LA casa sul mare ci vorrebbe per studiare! Comunque noi studenti le inventiamo di tutti i colori per costringerci a studiare. Altro che legarsi alle sedie! Crepi il lupo (per l'esame, visto che uno è proprio tra qualche ora!)

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