lunedì 7 febbraio 2011

Consigli per gli acquisti

Ricordate il fenomeno della Signora della porta accanto? Ne ho parlato qualche post fa. Per gli smemorati, o per i pigri che non intendono leggerlo, chiarisco le idee. Si designa, nel dizionario Carush, come Signora della porta accanto quel fenomeno per il quale tutti pensano di saper fare tutto ed essere tutto e tutti, e disgraziatamente lo fanno. Sintesi della prima puntata.

Ora: bisogna essere anche ottimisti nella vita. Cavolo! E se la Signora della porta accanto fosse veramente Fanny Ardant?

La Signora della porta accanto della quale vi parlo oggi è più che altro una Signorina della porta accanto, perchè ha solo 23anni. Ed ha già pubblicato un romanzo, del quale si parla da Trieste in giù, per tutto lo stivale. Ha la gravitas del padre, fervente Lector Fedoris e noto luminare garibaldino, e la creatività della madre STA (giornalista, stilista, artista..).
È Viola Di Grado. E il suo libro è Settanta acrilico trenta lana.

Non so voi, ma io non mi fido mai delle etichette. Di tutte le etichette. Dai giudizi coi quali bolliamo le persone, alle tag sulle foto di fb, fino a quelle sui prodotti alimentari. E sui vestiti. E, vi dirò, la mancata corrispondenza tra tag e realtà non è per forza negativa. Pensate a un giudizio troppo generoso verso qualcuno. O a quando ti taggano come Catherine Zeta Jones su fb. Beh. Questo è il caso del libro in questione. Voi pensate di comprare un Settanta acrilico trenta lana. Ma vi ritrovate un Cento per cento cachemire!

La vicenda è ambientata a Leeds, una cittadina buona per abituare i malati terminali alla morte. A Cristopher Road, vive una ragazza con un nome di fiore, Camelia, che traduce istruzioni per le lavatrici. Con lei la madre, L., che fotografa i buchi che trova a casa. Sono entrambe affette da anoressia verbale, e muoiono ogni giorno dietro a un alfabeto di sguardi, in una casa che sembra anche lei morire con loro. Un lutto non elaborato. La morte del padre e marito, Stefano, che è caduto dentro a un buco, a bordo della sua auto, con amante al seguito. E da allora dentro a quel buco ci sono anche loro, Camelia e L. Prima del buco, Camelia studiava cinese e L. suonava il flauto e assomigliava a Cate Blanchett.
In questa agonia, nell'intimità della loro casa, il lettore segue le due donne mute. Segue Camelia per le strade di Leeds, come Clarissa Dalloway per le strade di Londra.

Ma poi Camelia incontra Wen, e ricomincia a studiare cinese, come prima. Prima del buco. Prima che tutti quei buchi entrassero nella sua vita. O per meglio dire prima che tutta la sua vita e quella della madre fossero inghiotte da e in quei buchi.

Dall'anoressia verbale alla bulimia sentimentale. Camelia conosce Wen. Ma poi c'è anche Jimmy. E c'è un'altra ragazza, anche lei con un nome di fiori, Lily. E poi sua madre che torna ad essere Livia, Cate Blanchett, la suonatrice di flauto che non fotografa più buchi.

Ma la forza di Settanta acrilico trenta lana è nel linguaggio, nelle parole. Nelle metafore che una dopo l'altra, la penna di Viola Di Grado vomita con la forza della lava eruttata dall'Etna.
Ne Lo spleen di Parigi, Baudelaire racconta che il poeta ha perso l'aureola. È uno dei tanti della folla, ora.
Viola è uno dei pochi poeti che ha afferrato quell'aureola, caduta nel fango, l'ha pulita e adesso la indossa. Lei non è una che scrive libri. È una scrittrice. Una che non vede le cose come le vediamo noi comuni mortali, uomini della folla. Per lei, la luce porno del tramonto può essere uno spettacolo osceno, in cui la testa rossa del sole scendeva a leccare le creste nere degli alberi.
Quello che fa la differenza tra chi scrive i libri e chi invece è uno scrittore è proprio questo. La luce di un tramonto. Non la substantia. Non il che cosa. Ma la forma, il come.



29 commenti:

  1. Gira, vota e furrìa, si torna sempre a Caterina: Blanchett, o Zeta-Jones. Voglio leggere il libro; sarà la mia prossima lettura, tra tre giorni.

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  2. puoi anche imparare a mettere gli accenti acuti prima di elogiare la forma, il come.

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  3. Grazie occhiomalocchioprefinocchio! Per questo motivo, non scrivo libri, ma solo post su un blog d'aria fritta! Per avere certe libertà. Con gli accenti, ho tanti problemi, come tutti gli Italiani. Non sai che fatica, infatti, per me imparare il francese!

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  4. Dario Alì, cheffà, credi che non t'abbia riconosciuto?

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  5. «cheffà», giochiamo a indovina chi? Ritenta, Elena Caruso.

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  6. Ancora devo finire di leggerlo ma quello che mi piace sono proprio le metafore "...un tramonto lungo, spalmato sulla strada intera come ketchup", e la forza delle parole.

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  7. Ancora devo finire di leggerlo, ma sono proprio le metafore che mi piacciono molto "...un tramonto lungo, spalmato sulla strada intera come ketchup".

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  8. Grazie della visita e di seguire il blog "Freedom",complimenti al tuo spazio imperniato sulla cultura!

    Saluti

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  9. Saluti a te! Ci vediamo tra un post e l'altro!

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  10. Bello il tuo post,io adoro le acciughe,mi riferisco alla frase del tuo profilo.
    Buona serata.

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  11. Grazie Achab! Seguo il tuo blog! Certamente le cucinerai meglio di me!!

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  12. Grazie, ricambio volentieri,si diciamo che essendo un grande golosone in cucina mi trovo bene,in tutti i sensi,piacere di aver fatto la tua conoscenza.
    Buonanotte.

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  13. Deve esserti piaciuto tanto questo libro e allora ok lo leggerò lo chiedo domani al libraio.
    Se in questo blog c'è qualcuno che nota gli accenti sbagliati,con me può godere per le virgole,le sbaglio tutte.evviva che a me quelli perfettini stanno veramente sul cazzo.
    ciao

    pliiis, leva la verifica dai commenti,grazie

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  14. non voglio essere arrogante è che c'è una campagna in corso contro il captcha,è una barriera per chi per esempio è cieco,insomma è un ostacolo.
    Se poi il libro non mi piace te lo dico

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  15. Cara stellarossa,
    se con "perfettini" intendi chi, come me, non intende svilire regole che appartengono alla nostra lingua natìa, ti consiglio di modificare il termine col quale mi hai apostrofato, perché, da che mondo è mondo, l'ignoranza non può essere ostentata come arma. Anziché prendertela con chi conosce, prenditela con te stessa, per il tempo che hai perso invece di imparare a mettere nel posto giusto le virgole. Cordialmente.

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  16. Ti chiedo scusa,sono sinceramente addolorata ; non era mia intenzione offendere te,la mia considerazione era rivolta ad astratte entità.Non ti conosco e a dire il vero non avevo letto il tuo commento, solo la risposta di Elena.In quanto ad ostentazione,molto pacatamente ti posso dire che tu non sei secondo a nessuno? Così eh, a occhio e croce,e in fondo fai benissimo,chi sa DEVE ostentare no?
    Facciamo pace? Non mi piace affatto litigare nei commentari altrui,mi viene l'ansia…

    Scusa Elena.:-))

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  17. Io non ho ostentato, ho solo corretto. E qualora ostentassi il mio sapere, non ci sarebbe nulla di sbagliato, dal momento che al massimo potrei solo insegnare cose che alcuni, come te e come Elena, ignorano (cfr. accento). Inoltre mi pare che nessuno qui abbia litigato, dunque non c'è bisogno che qualcuno «faccia pace». Se ti sei sentita attaccata, non è certo un mio problema. Tra l'altro non mi pare nemmeno che io stia correggendo la tua squallida punteggiatura, dunque non vedo dove stia il litigio.
    Cordialmente (eh sì, non dovresti nemmeno sottovalutare il "cordialmente").

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  18. Occhioperocchioprefinocchio ti ringrazio "cordialmente" del contributo.
    Mi scuso con stellarossa per lo spiacevole incidente di percorso. Buona lettura acrilica!

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  19. Elena, e dillo che se non ci fossi io a stuzzicare, il tuo blog non avrebbe più di uno o due commenti.

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  20. WOW! Per la serie: "Ho visto cose che voi umani…"

    Elena,nessun problema,mi piace molto quello che scrivi.
    Cordialmente a presto ?

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  21. Ahahahahha Sì, grazie stellarossa.
    E cordiali saluti anche a occhiomalocchioprefinocchio per aver incrementato il numero dei commenti, è un disturbo che non è necessario si ripeta!

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  22. Io sono il libraio citato da Stellarossa e mi è piaciuta molto la tua recensione, una di quelle "utili", che fanno venir voglia di leggere un libro, non solo uno stucchevole modo di scriversi addosso. Il fatto che tu abbia scritto "perchè" invece di "perché" mi pare del tutto terziario o quaternario rispetto all'intelligenza e alla freschezza delle cose dette. In ogni caso fare del sarcasmo (l'ironia abita molto più in là) su una cosa che può essere risolta da un correttore automatico invece che da una poco elegante e brufolosa spocchia ossessivo-compulsiva mi pare del tutto miserevole.
    E scusa le ipotassi.

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  23. Grazie Tullix! E benvenuto nel mio blog di aria fritta!
    ps: io lascio "perchè" ormai volutamente su questo post, ma mi impegnerò prossimamente a premere quel tastino con la freccetta in alto per spostare l'accento della "e" verso destra!

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  24. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  25. Mi spiace, Elena è un censore, non permette il confronto. è come il suo amico Berlusconi.

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  26. chi
    è in questo blog amico di berlusconi?
    Spero non tu Elena.
    Spero che "Elena è un censore…….come il suo amico Berlusconi" sia un errore di stampa.
    Aspetto lumi senza fumi.

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  27. Stellarossa non ho neanche risposto alla provocazione di occhiomalocchioprefinocchio perché (notare l'accento) è palese quanto sia infondata. Altamente documentata la mia posizione politica, non semplicemente anti-berlusconiana, ma fortemente e convintamente incardinata nell'area rossa di sinistra.

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