sabato 29 gennaio 2011

Domanda da un milione di euro. Rumor e donne di palazzo.

Pare che una Tizia abbia vinto un milione di euro al Milionario. Complimenti vivissimi.

La mia domanda da un milione di euro suona più come un interrogativo destinato a morire senza risposta. Ma fortunatamente non ha carattere esistenziale. Anzi. Non a caso questa malsana e inutile riflessione trova accoglimento in un blog d'aria fritta. Ora: presumendo acquisiti fondamenti di storia del Novecento, ricorderete che un tale Benito M., o per meglio dire il suo cadavere, venne esposto in Piazzale Loreto nel lontano 1945. Ma non da solo. Con lui una donna. Nella cattiva sorte l'ha seguito non la devota e virtuosa matriarca, donna Rachele. Ma l'amante, Claretta P.

Mi chiedo: ma se il Presidente B, che tante volte si è divertito a scimmiottare il fu Benito M., dovesse fare la stessa fine (ipotesi, tocchiamo ferro, remota!  ma divertente) sulla pubblica piazza, pardon piazzale, che donna troveremmo al suo fianco? Dov'è finita Claretta P. ?

Happy ending.
 
Non ci sono più le cortigiane di una volta.

venerdì 28 gennaio 2011

Lacci e catene noi spezzerem!


Sta ancora canticchiando slogan che inneggiano alle donne, Winifred Banks quando ritorna trionfante nella sua lussuosa residenza, al numero 17 di Viale dei Ciliegi. Ad aprirle la porta Ellen, la domestica. E poi c'è Tata Cathy, che ha qualcosa da dirle. La Signora Banks, però, non sta ad ascoltarla. Indossa una fascia con su scritto “Votes for women” ed è infervorata dalla manifestazione alla quale ha partecipato. Elettrizzata, fa un breve resoconto: La signora Whitbourne-Allen si è incatenata alle ruote della carrozza del primo Ministro! Fuori dalla quattro mura di casa, Winifred è una suffragetta, combatte per la dignità e la libertà delle donne. Dinanzi al marito, invece, recita il ruolo della moglie asservita e devota. E torna ad essere la Signora Banks. Ognuno è incardinato in un posto, assegnato dalla società. Il Signor Banks, pater familias e zelante funzionario in banca, è l'esimio rappresentante dell'alta borghesia vittoriana. Vive proprio come un re. Winifred è una suffragetta part time. Sa bene che la sua causa “manda in bestia il signor Banks”. Le piace prender l'uomo a tu per tu, ma dinanzi al marito si annulla. Si sente inadeguata anche ad assumere una governante. Incarico che più efficientemente potrà portare a termine il marito, incapace di sbagliare. Per lei è più facile lottare fuori e il traguardo del voto alle donne è molto più vicino dell'emancipazione dal marito.



BANKS: Scegliere una governante è un compito importante e delicato. Richiede intuito, una valutazione equilibrata e l'abilità di capire il carattere. Date le circostanze, credo che sarebbe opportuno che io assumessi personalmente questa grave incombenza.
WINIFRED: Oh sì! Fallo.
BANKS: E per trovare la persona adatta, affronterò il problema nel modo adatto. Metterò un'inserzione sul Times. Vuoi scrivere, per favore?
WINIFRED: Oh, sì, certo.
BANKS: Cercasi... no, esigesi bambinaia severa, rispettabile, senza grilli. La bambinaia in questa casa / sarà un esempio di virilità / e con dei pargoli così / io voglio qui / una che tremare li farà. Stai scrivendo tutto?
WINIFRED: Sì, caro. Tutto.
BANKS: Se in banca mai io ho debolezze / neppure qua diverso sarà / esigo quella austerità / che porterà / un freno al caos, disordine, scandali / se no non ci si salva più
WINIFRED: Splendido, George, affascinante, il Times ne sarà entusiasta.

martedì 25 gennaio 2011

Le fotocopie? Un lusso che l'Università di C. non può permettersi

Ore 10:30, Facoltà di G. Esame di d. i. Tizio (per opportunità chiamato “professore”) : “Siccome abbiamo un budget limitato, non ci sono soldi sufficienti per fare le fotocopie. Vi detterò a voce il caso che dovete risolvere.”. Malcontento generale. Da più parti sento dire: Ma come? Assurdo! Pago le tasse e non ci sono i soldi per fare le fotocopie? Gli economisti e i matematici della situazione fanno un breve calcolo della spesa “insostenibile” . In aula, meno di 100 studenti, per 3 centesimi di euro a foglio. Risultato: una somma ridicola di circa tre euro. Lo spaccone di turno propone di dare lui stesso cinque euro al professore. Altri, nostalgici sessantottini, propongono una colletta per far fronte all' “emergenza” comune. Ovviamente la consegna del compito è stata dettata. E per una mezz'ora, in quell'aula, si è tornati indietro, al dettato della prima elementare. Dopotutto solo nei panni di maestro delle elementari, Tizio è a suo agio.

domenica 23 gennaio 2011

Quando a piovere dal cielo non è la manna

Lo sappiamo che c'è la crisi. Tutti ci auguriamo che la biblica manna possa prima o poi cadere dal cielo anche per noi, come fu per gli Ebrei che attraversavano il deserto, ma siamo tutti abbastanza scettici circa la possibilità che tale circostanza si realizzi di nuovo. E ancora, per restare in tema di cielo e in ambito religioso (inclinazione alla par condicio), si sa che il Corano è altresì definito “il libro disceso dal cielo”. Ancora: quando le circostanze climatiche lo consentono, ecco un modo di dire tutto italiano (seppur, ho appena scoperto, risalente agli Egizi): “Piove, governo ladro!”. Al di là di tutte le proverbiali espressioni degne della migliore antologia di Padron 'Ntoni, è bene sapere che dall'alto può cadere anche dell'altro. Per esempio un essere umano “vivo e vegeto”. Uno dei tanti che affollano le discoteche, in un sabato di ordinaria follia. Uno dei tanti in preda a danze sfrenate al ritmo di musica rock. Eccolo precipitare, quattro metri più giù, addosso al malcapitato di turno, che stava tranquillamente seduto. Nulla di grave, fortunatamente. E di certo nulla di cinematograficamente paragonabile alla tragica vicenda che ha reso orfana Amélie Poulain. A cadere, in quell'occasione, infatti, un turista del Quèbec, che aveva deciso di suicidarsi, buttandosi giù da Notre-Dame. Per Amandine Fouet, appena uscita dalla cattedrale, nulla da fare.

Ecco il turista del Quèbec cadere da Notre-Dame.



venerdì 21 gennaio 2011

Chissà se il Presidente B. sopporta il freddo

Nell'universo dantesco, il tradimento è il più grave dei peccati, soprattutto se compiuto contro chi si fida. I traditori della patria “cagnazzi fatti per freddo” (vv.70-71, Canto XXXII, Inferno) sono immersi nel ghiaccio sino al capo col viso in su, nell'Antenora, la seconda parte del Cocito.


Ecco Dante alle prese con un traditore: Bocca degli Albani (vv. 79-102)

Piangendo mi sgridò: "Perché mi peste?
se tu non vieni a crescer la vendetta
di Montaperti, perché mi moleste?".


E io: "Maestro mio, or qui m’aspetta,
sì ch’io esca d’un dubbio per costui;
poi mi farai, quantunque vorrai, fretta".


Lo duca stette, e io dissi a colui
che bestemmiava duramente ancora:
"Qual se’ tu che così rampogni altrui?".


"Or tu chi se’ che vai per l’Antenora,
percotendo", rispuose, "altrui le gote,
sì che, se fossi vivo, troppo fora?".


"Vivo son io, e caro esser ti puote",
fu mia risposta, "se dimandi fama,
ch’io metta il nome tuo tra l’altre note".


Ed elli a me: "Del contrario ho io brama.
Lèvati quinci e non mi dar più lagna,
ché mal sai lusingar per questa lama!".


Allor lo presi per la cuticagna
e dissi: "El converrà che tu ti nomi,
o che capel qui sù non ti rimagna".


Ond’elli a me: "Perché tu mi dischiomi,
né ti dirò ch’io sia, né mosterrolti
se mille fiate in sul capo mi tomi".

giovedì 20 gennaio 2011

IL CARTACEO È VINTAGE

Alliance Française, ore 19: 00. F, giovane studente universitario, usa un dizionario di francese rigorosamente cartaceo, elegantemente rilegato. Alla sua destra, M, briosa prof. in pensione, ha con sé un computer portatile; lei preferisce consultare il dizionario online, più pratico e veloce. E poi c'è A, pensionato con la passione per le lingue (oltre che un ottimo produttore di vino), che sfodera un nuovo aggeggio. Un piccolo schermo piatto nel quale, dice, è contenuta un'intera biblioteca. Centinaia di libri tutti condensati lì dentro. E non solo in italiano. La sua, spiega, è una biblioteca multilingue. Ed ecco che incomincia a passare in rassegna alcuni titoli. Da Grazia Deledda a Victor Hugo ... insomma chi più ne ha più ne metta!E con orgoglio mostra come sia facile girare pagina con un solo touch (stavo per dire clik, caspita come sono fuori tempo!). G, anche lei una giovane studentessa, si mostra scettica quanto me e F. Non fa male agli occhi? Chiede. Ed ecco che A, con soddisfazione, spiega che l'aggeggino è stato appositamente progettato per evitare che gli occhi possano affaticarsi, danneggiando la vista. Certo, è interessante che all'Alliance il mondo appaia capovolto e ad essere diffidenti verso le novità siano proprio i giovani! Laddove coloro che legittimamente potrebbero disinteressarsi e criticare questi nuovi modi di vivere (in questo caso, di leggere) ne sono, invece, ferventi sostenitori... Qualcosa non va? Forse è il momento di mettersi al passo coi tempi? Fortunatamente per me, sono un'amante del vintage... e il cartaceo è vintage.

martedì 18 gennaio 2011

Melanie e gli inseparabili a Bodega Bay

Una di quelle strane cose che si fanno senza pensarci troppo, anzi senza rifletterci proprio, perchè, altrimenti, ci si accorgerebbe immediatamente della loro insensatezza: vado a Bodega Bay! Come la bella Melanie Daniels, ricca e giovane biondona dell'alta società di San Francisco, che vediamo a bordo della sua decappottabile raggiungere questo lontano paesino della California, per un motivo futile, se vogliamo ai limiti del ridicolo: consegnare una coppia di pappagallini inseparabili (Lovebirds) alla sorella (della quale ignora anche il nome) di un avvocato, tale Mitch Brenner, appena conosciuto in un' uccelleria, in circostanze particolari. Una volta a Bodega Bay, facciamo la conoscenza anche di un'altra donna, agli antipodi di Melania (a partire dal colore dei capelli!) la bruna Annie Hayworth, la maestra di scuola del paese, la quale ha deciso di consumare la propria giovinezza a Bodega Bay ammazzando il troppo tempo libero col giardinaggio, pur di stare accanto a una vecchia fiamma che, evidentemente, non si rassegna a dimenticare: Mitch. E poi c'è Lydia Brenner, fragile e insicura vedova che vive in prenda alla paura che i suoi due figli, Mitch e la piccola Cathy (destinataria degli inseparabili) possano lasciarla sola con le sue galline, nell'isolata fattoria oltre il lago, in cui vive... A prescindere da tutto quello che di lì a poco accadrà a Bodega Bay, ciò sul quale è interessante riflettere è il “la” dal quale si origina tutta la vicenda. Vado a Bodega Bay!

domenica 16 gennaio 2011

Tu sei quello che i Francesi chiamano “l'incompétent”. Il fenomeno de La Signora della porta accanto.

“Chi si accontenta gode?” Ma dico: scherziamo? Raccogliamo quotidianamente i frutti malsani di questa politica della mediocrità. È quello che mi piace definire come il fenomeno de La signora della porta accanto. Che cosa intendo dire? Che tutti si sentono competenti a fare tutto. Per carità, non nego che esistano persone, anzi “superuomini”, che riescano ad eccellere in diversi campi, ma non è certamente il caso dell'uomo comune. Della signora della porta accanto. Riporto qualche esempio desunto dalla prassi. Non è difficile incontrare aspiranti attori o registi, senza alcun tipo di esperienza ascrivibile al campo del teatro (che sia anche lo spettacolo parrocchiale!) o del cinema, ma anche solo dell'arte in senso lato, i quali, interrogati sulle ragioni che li hanno indotti a iscriversi a pseudo corsi di laurea, che si propongono di sfornare i Kubrick del domani, rispondano con frasi del tipo: “Perchè amo molto il cinema, vedere film... Il mio film preferito è Kill Bill.” Gettonato, o per meglio dire, idoneo a conferire la patente di cinefilo è anche, soprattutto per le ragazze, la visione de Il favoloso mondo di Amèlie.

Un altro esempio? Basta entrare in libreria per notare con sdegno quanti “libri” di presunti scrittori siano in circolazione. Non è difficile trovarsi per le mani “romanzi” d'esordio di quattordicenni che ci raccontano della loro prima cotta, intervallando ad ogni parola, file di infiniti puntini di sospensione. O ancora vecchie casalinghe che per ammazzare il tempo scrivono il resoconto della loro vita ordinaria e pretendono che essa possa interessare a qualcuno. Quanta presunzione in capo a gente che farebbe bene ad arare campi. O tempora, o mores!
 

sabato 15 gennaio 2011

Il ritorno di Valenkaja. Tossisco quando ho un po' di paura.

Il desiderio di incontrala. Sperare che questa volta sia veramente lei. Troppo dolore. Troppa sofferenza. Una sola arma per difendersi: una corazzata di durezza. Ma quando la vede si rende conto che non è il solito melodramma. Paura, per quel copione ben recitato. Ne schiva lo sguardo. E ricordi dolorosi riaffiorano attraverso le sue parole. E poi quei colpi di tosse. Valenkaja è tornata dal buio delle tenebre. I fantasmi possono andarsene. Le stanze chiuse potranno essere aperte. E una preghiera: se non dovessi essere tu, non dirmelo mai.

L'imperatrice Madre incontra Valenkaja.
http://www.youtube.com/watch?v=NK7Wnmf8Su8&feature=related