venerdì 23 marzo 2012

Art. 18: come in cielo così in terra?


È tutto un discutere, litigare, dividersi. 
Non c'è neanche gusto a indovinare chi tra loro dice SI e chi dice No. 



Ma cosa dirà mai questo Art. 18 per fare tanto chiasso?  

L'art. 18 dice che non si può licenziare senza giusta causa. Dice che il datore di lavoro se ti licenzia così, senza un giustificato motivo, paga. E paga salato. Perché ti deve riassumere e risarcire per il disagio subito. E quindi non ti licenzia, e se lo fa ci pensa 1001 volta.


Introduce un principio sacrosanto sul quale dovrebbe convogliare un accordo unanime, per una Repubblica, quale la nostra, fondata su principi di eguaglianza, equità e sul lavoro.  
In soldoni dice questo. 
Poi, s'intende, potrei essere più precisa (non l'avrei esplicato in questi termini se mi avessero interrogato al riguardo durante l'esame di diritto del lavoro :D).  
Ma questo è un blog di aria fritta, e vi accontentate della spiegazione in soldoni. 

Il Papà dello Statuto dei Lavoratori

Ora,  non solo penso che l'art. 18 non si tocca. Anzi aggiungo che l'art. 18, così come Suo papà l'ha fatto, cioè col principio in esso consacrato, since 1970, non è che non si deve toccare ma si deve estendere a tutti, ma proprio tutti, senza distinguere tra subordinati, para, cocoprò cococò, coccodè e simili surrogati di contratti, che sembra di stare un pollaio. 
Nella foto: il panorama contrattuale del mondo del lavoro in particolare esemplari di Job on call, job scharing, cocoprò

Perché? Perché la nostra vita è precaria, e almeno sul lavoro vorremmo più stabilità, più certezze.
Perché ci basta e avanza un Principale, o chi per Lui, imprescrutabile e incomprensibile quando decide di licenziarci dalla vita, dalla terra senza giusta causa. Ne ho visti abbastanza amici vicini e lontani, lasciarci in tronco, senza motivo. E non sono più ritornati. Nessuno li ha reintegrati. Nessun risarcimento, nè per loro, nè per le loro famiglie. 
In cielo l'art, 18 non c'è. Non ce lo togliete anche sulla terra.  

2 commenti:

  1. un post per niente banale, scritto con sensibilità. Purtroppo sarà un luogo comune, ma non credo che il nostro Paese stia migliorando, soprattutto per noi giovani. E mi fa ridere che le conseguenze negative delle scelte politiche vengano riconosciute sempre troppo tardi. Gli stessi che hanno introdotto tante tipologie di contratto ora se ne lamentano e saranno gli stessi che ora negano che ci saranno licenziamenti facili....staremo a vedere!

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  2. dobbiamo considerare la partita ancora aperta ...
    saluti

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