mercoledì 18 aprile 2012

A proposito di questi sconosciuti ovvero Cronaca di una generazione senza memoria a breve... distanza



Io e le mie acciughine siamo molto appassionate di cinema, e in questo momento nelle sale ci sono due film italiani che ci hanno particolarmente colpite: Romanzo di una strage e Diaz.



Romanzo di una strage sull'autunno caldo degli anni Settanta. Quello della strage di Piazza Fontana, del suicidio di Pinelli e dell'omocidio di Calabresi.

Diaz su la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” parola di Amnesty International.

In entrambi in casi si tratta di fatti recenti non ancora catalogabili come Storia, ma come Cronaca.

E proprio per questo non studiati a scuola. 

La mia generazione conosce la Storia ab initio fino alla Seconda Guerra Mondiale, qualche fortunato arriva ad un accenno al Dopoguerra e alla Guerra Fredda.
Stop.
 Abbiamo studiato come si facevano i vasi in Grecia, la giornata di un monaco nel Medioevo, i legami familiari di Carlo V, le strategie di Hitler messe in atto durante la Seconda Guerra Mondiale...

Ma non sappiamo chi siano Pertini, Moro... o Pinelli, Calabresi.

Romanzo di una strage: l'anarchico Pinelli ( P. Favino) e il commissario Calabresi (V. Mastrandea)

C'è una sorta di zona franca che la mia generazione sconosce, e va dalla Guerra Fredda fino agli anni 2000, momento a partire dal quale, orientativamente, abbiamo incominciato ad avere coscienza di cosa è accaduto intorno a noi.
Meno male quindi che esistono film come Romanzo di una strage, perché ci permettono di mettere ordine in una testa, la nostra, dove fluttuano, sparsi, frammenti di informazione.

Andando a Diaz, invece, la vicenda, anche solo per sommi capi, è storia nota anche alla mia generazione.
Qual è, quindi, il valore di un film come Diaz?

Consiglio: 
portatevi una buona scorta di fazzoletti al cinema. Io ero senza, però la signora accanto mi ha dato i suoi... magari siete fortunati come me. 

Si è letto, in questi giorni, delle accuse mosse al regista riguardo all'assenza dei nomi (dei carnefici e delle vittime). Premetto che per me, cogli occhi ancora pieni di lacrime, sarebbero stati inutili visto che non sono riuscita a leggere neanche le didascalie di chiusura.
Ma a prescidere dal mio caso (comunque non tanto isolato, visto il piagnisteo diffuso in sala) i  nomi sono  reperibili negli atti scritti del processo, e poi magari anche dopo averli letti si dimenticano pure.
Ma le immagini no.
Ci sono fotogrammi che ti restano dentro, e dei quali sai che non puoi più liberarti.
Diaz una volta per tutti ci sconvolge. È uno di quei film che ti segnano, e ti impedisce di dimenticare. 


Foto scattate alla scuola Diaz, 
dopo la notte tra il 21 e il 22 Luglio 2001



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