martedì 29 maggio 2012

Melania Daniels fuma una sigaretta e nel frattempo gli uccelli, dietro di lei, si preparano ad attaccare la scuola



In queste settimane apocalittiche per il nostro Paese, durante le quali in molti ritengono che la Profezia dei Maya stia prendendo corpo sotto ai nostri occhi, io mi sento come ne Gli Uccelli. Per la serie un Hitchcock per ogni occasione.
Ecco io mi sento come Melania Daniels che aspetta la piccola Cathy fuori dalla scuola di Bodega Bay. La scena è questa, ve la rinfresco. I bambini cantano, diretti da Annie Hayworth, la maestra di scuola. Fuori Melania (con l'immancabile completo verde acceso che indossa per tutta la durata del soggiorno, quando si dice un evergreen) seduta su una panchina accende una sigaretta. Nell'aria il presagio di qualcosa di non buono. La sigaretta si consuma in un lasso di tempo che sembra interminabile. Melania sa che qualcosa accadrà presto? Forse.
Alle sue spalle è già tutto pieno di uccellacci neri, merli o corvi non importa. Attaccheranno.



Così, mi sento.
E non solo per il terremoto, l'ultima catena di una serie di sciagurati eventi che hanno colpito questa Sodoma e Gomorra degli Anni Duemila.
Penso al famigerato spread che schizza alle stelle e bombarda i nostri cervelli, all'emergenza idrogeologica che ha fatto allagare Lo Stivale questo inverno e, a proposito di acqua: come non menzionare la macabra maniera di ricordare il Titanic, con l'affondo della Concordia?
E poi Brindisi.
Il terremoto in Emilia.
E anche il Vaticano, di questi tempi, non sembra più tanto solido.

Sì, l'opzione Lourdes di questi tempi è la più ragionevole.  


ps: per diritto di cronaca e rispetto del contraddittorio, le acciughine mi ricordano di dare spazio di intervento anche al rappresentante dei volatili, prima chiamati in causa 






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