Nel clima di fermento che attraversa il mondo politico, neanche la nostra città sembra rappresentare un’eccezione. Nel panorama catanese infatti si affaccia un nuovo soggetto, che sembra prendere le distanze dal sistema dei partiti. Si definisce un Laboratorio, e sarà presentato pubblicamente mercoledì 29 Febbrario alle ore 17 nell’Auditorium dell’ex Monastero dei Benedettini , con Antonio Ingroia. Come si legge dalla descrizione nella pagina fb è “Catania CITTAPERTA è un movimento civico, è un laboratorio politico, è un progetto creato dal basso, è un luogo di contaminazioni, è esperienze messe in comune.
Catania CITTAPERTA è un processo nuovo di partecipazione per cambiare la nostra città.”
Per capire bene di cosa si tratta abbiamo intervistato Fabio Gaudioso, docente di Filosofia e firmatario del documento programmatico del movimento ( http://www.facebook.com/pages/Laboratorio-x-Catania-CITTAPERTA/149523861814550 )
Catania Cittaperta si definisce un movimento. Come i Grillini del “Movimento cinque stelle”?
Nulla a che fare col movimento dei Grillini, a cominciare dal fatto che non c’è tra i firmatari alcuna logica leaderistica, ma, al contrario, una forte sottolineatura del “Noi” e non come plurale majestatis! L’esigenza dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti, il degrado della Nostra città è davvero imbarazzante!
Perché la scelta di coordinarvi in un movimento e non in un partito?
Non in un partito perchè ci sembra che ognuno dei possibili riferimenti per una “alternativa” alle tre giunte Scapagnini e Stancanelli sia, nelle sue parzialità, insufficiente; crediamo fortemente in una logica inclusiva e “unitaria”, ovviamente tutta da costruire, e non sarà affatto facile!
Secondo Voi andrebbe riformato l’art. 49 della costituzione?
Per quanto riguarda l’articolo 49 della Carta, a titolo personale, potrei risponderLe, come per molti altri articoli costituzionali, che andrebbe semplicemente applicato! Comunque, uno dei tre assi portanti del Nostro documento-base parla, proprio, di “democrazia partecipativa” e, da questo punto di vista non c’è dubbio che i partiti in questi ultimi anni, anche e soprattutto a Catania, non hanno dato risposte adeguate!
In un momento in cui sembra imperversare la c.d. antipolitica dei movimenti spontanei e delle liste civiche c’è chi dice che tutto ciò porterà a una deriva populista. Cosa ne pensa? È il preludio a una nuova dittatura? O una purga per tempi migliori?
Dopo 18 anni di sostanziale “berlusconismo” la “deriva populista” più che un rischio è la realtà da cui si sta cercando, anche con questi movimenti spontanei, penso innanzitutto alle donne del “Se non ora quando?” dello scorso Febbraio, ai referendum primaverili e alle vittorie comunali di Pisapia, De Magistris e Zedda! Comunque, non credo che i tempi migliori arrivino, mai, attraverso le “purghe”…abbiamo già dato!
Che cosa pensate di fare a Catania in vista delle prossime elezioni? Presentare una vostra lista civica?
A Catania pensiamo di costruire un “laboratorio per cambiare”! In questi mesi abbiamo già intessuto una significativa rete di contatti e collegamenti con tutte quelle forze, non sono pochissime, che nella nostra città si danno da fare per migliorare la qualità della vita, il tessuto civile! Di lista civica non se n’è mai parlato, quei pochi accenni hanno, comunque, fatto intendere che non ci muoviamo su questa strada, semmai il nostro obiettivo è creare un “programma partecipato” per rinnovare profondamente Catania!
In questo momento, Palermo è in fermento in vista dell’appuntamento delle primarie. Voi presentereste un candidato sindaco alle primarie a Catania?
Non si è mai parlato di eventuali candidature, nè direttamente nostre, nè da sostenere o appoggiare: crediamo sia arrivato il tempo di una “rivoluzione copernicana” nella politica, anche catanese, prima vengono i programmi, i contenuti, poi e in coerenza, le possibili alleanze e gli eventuali nomi che le incarnino!
In quest’ottica anche l’esperienza, pure interessante, delle primarie non va assolutizzata; può essere uno strumento importante di partecipazione e di scelta condivisa, ma avvertiamo, al contempo, i rischi di una semplificazione nominalistica e una logica solo personalistica!
Quali rapporti avete con gli altri movimenti (penso a quello sopra citato dei Grillini) e con i partiti ?
Se per movimenti si intendono “quelli che” si sbracciano e rimboccano le maniche per lavorare nel sociale a Catania, come già dicevo, sì, abbiamo avuto e vogliamo implementare rapporti intensi e fecondi con le tante realtà presenti nel nostro territorio urbano, senza, neanche qui, fare la facile retorica della “società civile” tutta purezza e candore contrapposta alla società dei partiti corrotti e autoreferenziali, ci sembra davvero una lettura riduttiva! Dei grillini, francamente, non ho traccia a Catania e  non se ne sente la mancanza! Abbiamo una certa presenza, tra i nostri primi firmatari, di diversi militanti di partiti della sinistra catanese o di ex militanti, magari un pò insoddisfatti dei loro rispettivi “contenitori”, è ovvio che a “Catania città aperta” si aderisce a titolo strettamente personale! Comunque, per chi ha un minimo di conoscenza delle dinamiche e delle storie personali e collettive della sinistra cittadina degli ultimi anni le firme parlano chiaro! Ovviamente, siamo rispettosi del dibattito interno dei vari partiti del Centrosinistra catanese, ma si segue con interesse i possibili sviluppi che, per esempio, potrebbe dare la svolta palermitana! In ogni caso, gli incontri ci sono stati, sia con singole, e autorevoli, personalità, sia con partiti come, ad esempio, Sinistra ecologia e libertà e la Federazione della Sinistra; il “dialogo” lo si vuole e lo si cerca, però, partendo sempre dai contenuti!
Nel vostro documento si parla di Sicilia, non solo di Catania quindi. Siete coordinate con altri movimenti simili sul territorio nazionale?
Nel nostro documento si parla di Sicilia, inevitabilmente e giustamente: non dimentichiamoci che siamo la seconda città dell’Isola, la più grande città italiana non capoluogo di regione, con tutto quello che ciò comporta, nel bene e nel male! Non si può prescindere, nel costruire qualsiasi ipotesi di movimento politico cittadino, dal dare un giudizio, nel nostro caso molto duro e negativo, sull’esperienza, ambigua e trasformista, della giunta regionale a guida Lombardo. Ciò detto non abbiamo però contatti con altri movimenti analoghi sia in Sicilia che nel resto d’ Italia. Avevamo cercato, e magari torneremo a farlo, il Sindaco di Napoli, De Magistris! Ci sembrava utile confrontare la sua esperienza con quella, ancora tutta in “fieri”, nostra. Per essere chiaro, però, niente a che spartire, anche qui, con le iniziative in tal senso del Sindaco di Bari, Emiliano.
Perché decidere di presentare l’iniziativa con Ingroia?
La scelta di Ingroia c’è sembrata la migliore per una sorta di “battesimo laico” del nostro “laboratorio politico”! Tra i ricordati tre assi strategici del nostro Documento di adesione, a proposito, il terzo si riferisce alla priorità assoluta da dare alle politiche pubbliche nell’amministrazione municipale, c’è quello della “cultura della legalità”, chi meglio di Ingroia, “partigiano della Costituzione”, poteva essere il Nostro “testimonial”? E, poi, far presenziare e presiedere il Nostro debutto pubblico da un valoroso magistrato palermitano vuole essere anche un omaggio, nel ventennale delle stragi del ’92, al nome che abbiamo scelto per il nostro gruppo: se nel film di Rossellini Roma doveva essere città aperta e liberata dall’occupazione nazi-fascista, qui, mutatis mutandis, Catania deve essere aperta e liberata dalla ormai troppo lunga occupazione mafiosa. Ecco, vogliamo, in un certo senso, essere i “nuovi partigiani” civici ; noi crediamo, infatti, che per Catania sia arrivato il tempo di una vera e profonda alternativa!