La mia recensione di The Iron Lady, pubblicata per 60pezzi.it il 28 Gennaio 2012
È uscito ieri nelle sale cinematografiche, The Iron Lady, il film sulla vita di Margaret Thatcher, passata alla storia come la Lady di ferro. Raccontare la vita dell’ex Primo Ministro inglese sulla pellicola è una sfida di non poco conto. Eppure l’operazione di Phyllida Lloyd, già nota per aver diretto Mamma Mia! può considerarsi riuscita. Sono due i punti di forza di questo non facile film. Due scelte sicure , forse scontate, ma vincenti: la prima è quella “inflazionata” del flashback per raccontare la storia della Thatcher, la seconda è quella di affidare il ruolo di attrice protagonista a Meryl Streep, con la quale la Lloyd ha già lavorato sul set di Mamma Mia!
La colonna portante del film è infatti la magistrale interpretazione di Meryl Streep, già vincitrice di due Premi Oscar (Kramer contro KramerLa scelta di Sophie) e detentrice del record per le nomination all’ambita statuetta, la quale ha tutte le carte in regola per vincere la terza con quest’interpretazione.
Non è azzardoso paragonare le due donne a giganti sulla scena, Meryl Streep, nella sua pellicola, e Margaret Tatcher, nella sua carriera politica.

Il film si apre con una Margaret Thatcher che compra il latte al supermercato. L’ex Primo Ministro inglese è una donna ormai anziana, in preda alla demenza senile (come a dire che la vecchiaia è uguale per tutti, anche per lei), alla quale non resta altro che i propri fantasmi, nello specifico quello del marito Denis (Jim Broadbent) col quale dialoga nel corso di tutto il film. E proprio nel corso di queste conversazioni riaffiorano e prendono corpo i ricordi, frammenti di vita che ci riportano alla giovane Margaret, ancora Roberts, figlia del droghiere del paese. A Margaret ammessa all’università di Oxford. Agli esordi della sua carriera politica tra le file del Partito Conservatore. L’incontro con Denis Thatcher. La passione per la lirica (Casta Diva, nella versione della Callas, è una delle colonne sonore del film). La scelta di candidarsi come guida del Partito, e poi del Paese. E la sua vita da residente al Numero 10 di Downing Street.
A chi osserva che non ne viene fuori un quadro organico e sistematico della vita della Thatcher, si può facilmente obiettare che ciò è parte del “gioco del ricordo”. I ricordi sono fatti dai momenti più significativi delle nostre vite: i più belli, ma anche i più dolorosi. Come la morte del portavoce dell’Irlanda del Nord, o l’attentato alla stessa Thatcher e al marito Denis, fino alle dimissioni nel 1990. Dopotutto se avessimo semplicemente voluto conoscere la vita della Thatcher ne avremmo acquistato una biografia in libreria, o consultato Wikipedia.
The Iron lady non è un solo un film sulla Tatcher, ma è anche un film sulla Thatcher dopo la Thatcher. Che cosa resta dopo la fama, il successo? Chi è stata Margaret? “Il capo”, come affettuosamente soleva chiamarla Denis, ma soprattutto una donna che ha combattuto per tutta la vita, ogni giorno, contro le discriminazioni sociali e di genere. Una donna che tuttavia non ha mai “perso il contatto con la realtà” (da Primo Ministro stupiva i collaboratori perché sapeva bene il costo dei beni di prima necessità). Una donna che ha condotto il proprio incarico politico con coraggio e determinazione. Che ha portato avanti le proprie scelte, giuste o sbagliate che siano state, perché credeva che fossero le migliori per il proprio Paese, anche a costo di pagare tutto, al prezzo più alto per un politico: l’impopolarità. La forza di una donna, che ha sempre guardato dritto per la propria strada, sfidando tutto e tutti fino alla fine. Una donna che non ha conosciuto mai la parola compromesso e mezze misure. Una Lady di ferro, appunto.



A Catania, il film è in sala al Cinema Ariston (orario spettacoli 18:00, 20:30, 22:30) e al Cinema King, in lingua originale coi sottotitoli in italiano (orario spettacoli 18:10, 20:30, 22:30).