In un albergo elegante della Dublino del XIX secolo, lavora Albert Noobs come cameriere. Puntuale, preciso, impeccabile. Quest’uomo però, è in realtà una donna. “È l’uomo più strano che io conosca”, afferma Helen Dawes (Mia Wasikowska), una delle cameriere.
Ma cosa spinge Albert Noobs a vivere la sua miserabile vita? Un sogno: quello di aprire un’attività commerciale coi risparmi faticosamente conservati, magari ammogliato con la giovane e bella Helen.
A scoprire il segreto di Albert è un imbianchino, anche lui una donna travestita, interpretato da una frizzante Janet McTeer che si è valsa la meritata candidatura all’Oscar come Migliore attrice non protagonista.
Albert Noobs racconta dell’Irlanda dell’Ottocento attraverso i suoi personaggi. A partire dallo stesso protagonista, Albert Noobs, orfana violentata ancora quattordicenne da cinque uomini in un sottoscala, costretta a travestirsi da uomo per sopravvivere. O il giovane Joe (Aaron Johnson) improvvisato “apprendista caldaista” che sogna di emigrare in America. O ancora Helen, “svergognata” ragazza madre destinata all’emarginazione nella società borghese, ipocrita e perbenista dal “grande cuore cattolico”, impersonata dalla direttrice dell’albergo, Mrs Baker (Pauline Collins).
Tratta dall’omonima novella di George Moore, già piece teatrale negli anni Ottanta con la stessa Glenn Close protagonista, Albert Noobs affronta il tema sempre attuale del rapporto tra identità e società. Delle nostre identità irreversibilmente plasmate e modellate dalla società, che con la sua forza distruttrice può essere capace di farci dimenticare chi siamo, come ci chiamiamo (lo stesso Albert non ricorda più il suo nome da donna). Nonostante la magistrale interpretazione della Close (candidata all’Oscar come Migliore attrice protagonista) e l’affetto che la stessa attrice ha verso questo controverso personaggio tanto da portarlo di nuovo in scena, al cinema, dopo un susseguirsi di ostacoli, grazie anche all’aiuto dell’amico regista Rodrigo Garcia, questo non è tuttavia sufficiente. Albert Noobs è un film, pieno di fascino e ambiguità, che convince poco.