La regione Liguria è stata protagonista di una triste pagina per la storia di tutto il paese. Ad essere teatro di questi disastri idrogeologici, senza precendenti, prima lo spezzino e poi il genovese, dove la forza della natura si è palesata nel suo volto imprevedibile, indomabile, distruttivo.
Adesso che l’emergenza è finita, a mente fredda, non possiamo esimerci dal fare una riflessione: eventi, come questi. sono la punta dell’iceberg di un mal governo? Oppure è tutta colpa della forza incontrollabile della natura? Si sarebbe potuto evitare il disastro?
L’abbiamo chiesto a chi quelle pagine di cronaca le ha vissute, come Andrea Grande, 22 anni, genovese doc.

Andrea, cos’è successo quel fatidico venerdì 4 novembre? Dove ti trovavi?
Quel mattino ero andato nella mia sezione del PD, che non è nella zona colpita, e sono rimasto bloccato lì dentro assieme ad un vecchio compagno ex PCI ed un altro ex PSI che litigavano, lanciandosi citazioni taglienti di Craxi e Togliatti. Dopo sono andato alla stazione, dove dovevo aspettare una mia amica, ed è stato lì che ho capito chiaramente quanto la situazione fosse drammatica: treni tutti soppressi, ferrovia chiusa, gente impaurita e imprecante. Una volta tornato a casa, il valzer di notizie in rete: un’ intera generazione di Genovesi era su fb a condividere notizie, video, foto, frasi di sgomento e solidarietà e tutti avevano cambiato la propria foto profilo con un simbolo cittadino. L’ home page era diventata, simbolicamente, una riga infinita di croci rosse in campo bianco: la bandiera di Genova.

Era prevedibile secondo te un’alluvione come quella, a Genova, tenendo conto di quanto accaduto nello spezzino pochi giorni prima?
L’allerta meteo quel giorno era 2 che, anche se nessuno lo sapeva, è il grado più grave. La città non percepiva il pericolo e tutti hanno iniziato la giornata con la solita routine, come se nulla fosse!

Genova: vittima del fato? Pensi che si sia trattato di una «tragedia assolutamente imprevedibile in questa forma», come dichiarato dalla sindaco Marta Vincenzi?

Nonostante l’ allerta, era imprevedibile un fenomeno del genere. Mezzo metro d’acqua a Quezzi, in poche ore.. l’esondazione del Ferreggiano, la morte di sei persone.. tutto imprevedibile. Una precipitazione di tipo tropicale mai vista a Genova nella storia. L’ unico precedente in tal senso è dato dall’ alluvione del 1970 che colpì più duramente la città, nonostante le proporzioni in termini di quantità d’acqua siano state di meno della metà rispetto a quest’anno. Questo dà l’idea dell’anomalia del fenomeno: fino ad oggi le alluvioni erano piogge intense e prolungate, mentre quest’anno a Genova è piombata una tempesta breve ma di inaudita intensità.

Non credi , quindi, che ci siano delle responsabilità dell’amministrazione?
Proprio per l’anomalia del fenomeno non credo che si possa parlare di responsabilità dell’amministrazione nel disastro. Del resto, dal 1970, molto è stato fatto su tutto il territorio ligure per la messa in sicurezza degli alvei dei torrenti e dei rii. Il dramma è l’edilizia e il modello di sviluppo urbano che dagli anni 50-80 che ha caratterizzato la regione, come gran parte dell’Italia… cemento, intombature di fiumi e torrenti, argini alti impermeabili ma ristretti…

Quali interventi saranno necessari dopo quanto successo per evitare un 4novembre bis?
O demoliamo e riedifichiamo interi quartieri e cittadine di migliaia di abitanti o questi fenomeni rimarranno purtroppo tragedie annunciate.

Qual è stato il contributo e la risposta della società civile dopo il disastro?
La mobilitazione è stata stupenda. Tutti i ragazzi spontaneamente sono scesi in strada da tutte le parti della città e in tantissimi mi hanno scritto perché volevano venire, anche da fuori Liguria, ad aiutare. Si spalava fianco a fianco e ogni angolo di strada era un sorriso e un gesto di solidarietà. C’è da dire che i soccorsi e le aziende pubbliche si son mosse molto bene di fronte a questa emergenza.

Qual è adesso la situazione?
L’emergenza è finita, ma i danni restano … danni enormi, 2000 aziende ed esercizi commerciali distrutti… la cosa ironica è che 400 milioni di euro sono la cifra che rimaneva da stanziare per la messa in sicurezza idrogeologica di tutto il territorio provinciale e ammontano a circa 400 milioni i danni causati da questa alluvione…