Dopo l’articolo sul Movimento 5 Stelle, pubblichiamo l’intervista a Lorenzo Ravazzini,  26 anni, Resp. Org. Regionale Giovani Democratici Emilia Romagna, che nel partito ci crede e lavora ogni giorno con passione e impegno.


Lorenzo, credi che i giovani siano distanti dalla politica?

Non è vero. I giovani sono l’unica realtà che cresce dentro il partito, non sono gli assenti. Lo dimostrano le manifestazioni contro la Gelmini, le nostre scuole di formazione de L’Aquila. Fino alla manifestazione del 5 Novembre a Roma. È un’informazione sbagliata. Queste nuove generazione vogliono riscattarsi e sono in cerca di qualcosa dalla politica, soprattutto in questo momento di crisi, in cui non è retorica dire che siamo noi giovani quelli che stanno pagando il prezzo più alto. I ragazzi non vogliono né spargimenti di sangue né tantomeno di detersivo. I veri assenti del Partito non sono i giovani, Noi siamo sempre di più. Gli assenti sono nella generazione dei 30-40enni..


Gli assenti sono, secondo te, quelli della generazione chiassosa del momento, vedi Renzi, che ne pensi del suo programma di“rottamazione”?

La rottamazione deve essere la rottamazione delle idee stantie non delle persone. Per esempio Renzi con la sua comunicazione da “ok il prezzo è giusto” propone cose superate dai dibattiti di almeno vent’anni di direzioni di partito. Vorrei puntualizzare che il nostro segretario è Pierluigi Bersani, che noi elettori abbiamo scelto durante le scorse primarie nazionali in quanto è in lui che abbiamo individuato la nostra guida in questa fase politica decisiva per il nostro Paese.


Cosa rispondi ai ragazzi del movimento 5 stelle che dichiarano di non riconoscersi nella forma partito per la sua “struttura gerarchica”?

Il partito per come lo immagino io è una struttura solida che per funzionare deve essere organizzato attraverso forme rappresentative interne. L’organizzazione è parte fondamentale assieme allo studio e alla comunicazione, queste sono le parti tecniche che ci distinguono da un movimento fluido e temporale. Siamo in tanti e nelle differenze, grazie all’organizzazione, sappiamo andare d’accordo. Questa è la nostra forza.


Cosa ne pensi dei Grillini?

I grillini rappresentano quella parte non responsabile della politica. Ci sono tanti ragazzi. Il problema di questi movimenti è che sono figli del qualunquismo e del berlusconismo. Con Berlusconi sono caduti nella trappola mediatica del “sono tutti uguali”. I grillini non sono altro che compagni di strada a cui dobbiamo ancora mostrare la nostra trasparenza nella volontà di cambiare le cose. Prima o poi dovranno trovare anche loro un luogo democratico in cui discutere, perché diciamola tutta, l’epoca dei comici in politica è finita.


E del successo di questi movimenti “senza bandiere” , come quello dei referendum, delle donne del SNOQ?

Ho fatto io stesso parte di questi movimenti. La maggior parte di essi è in realtà costituita da persone che come me sono già attive dentro il partito. Bellissimo esempio di mobilitazione collettiva della società civile compatta e unita su tematiche rilevanti, come quelle dei referendum.


Tu quando ti sei tesserato per la prima volta?

Sono tesserato da 10 anni, ho 26 anni. Ho iniziato a fare politica a scuola, quando ero rappresentante degli studenti. Dopo un anno di attivismo dentro il partito, era la Sinistra giovanile, ho sentito il bisogno di tesserarmi per sentirmi a pieno titolo parte di quella comunità della quale condividevo sogni e ideali. Ammetto che ho saltato solamente la prima tessera del PD per qualche in comprensione di passaggio nello scioglimento dei DS, per poi entrare nel partito con le primarie scorse, grazie all’ elezione di Bersani che con la sua candidatura ha ridato credibilità a tutto il centro-sinistra italiano.


Perché un giovane, oggi , dovrebbe tesserarsi in un partito?

Anzitutto in quale partito? Io sono di parte! Non vedo alternative tra Pdl da una parte, e dall’altra – non me ne vogliano gli amici di Idv e i compagni di Sel- al mio Partito che garantisce un confronto e una discussione al suo interno. Non votiamo il segretario con l’applausometro.

Tesserarsi significa essere parte di un progetto politico di comunità, un’unica comunità che riesce ad unire le nuove generazioni da Modena fino a Catania. A mio parere, militare nei Giovani Democratici è un impegno e un atto di responsabilità verso il Paese. Per ricostruire l’Italia e la sinistra italiana.

Per finire, brevi considerazione sul “governo tecnico”di Monti.

Questo governo tecnico è una misura d’emergenza. Pertanto non ci si può esimere dal prendersi la responsabilità, in primis come cittadini italiani, di accettarlo perché la situazione è veramente drammatica. Tuttavia come tutte le misure d’emergenza esso non può durare all’infinito, infatti è nostra ulteriore responsabilità tornare a far partecipare i cittadini alla politica per poter riprendere a pieno titolo il nostro diritto di popolo sovrano, passando dalle urne.