Per Stefania Noce e per tutte le altre donne, il titolo della manifestazione che ha avuto luogo ieri, 26 gennaio, a Catania, organizzata dalle donne di “Se non ora quando” e “Le Voltapagina”.
Alle 18 e 30 presso l’ex-monastero dei benedettini, luogo significativo perché la stessa Stefania Noce era una studentessa della facoltà di Lettere, si è svolta l’assemblea pubblica. L’aula era gremita di gente, donne e uomini di ogni età. C’erano tanti compagni di strada, che Stefania l’hanno conosciuta, ma non solo. Ieri non si è semplicemente ricordata una ragazza che non c’è più. Stefania Noce non è stata vittima di un incidente automobilistico o di una malattia. È morta, uccisa da un uomo che diceva di amarla. Un femminicidio. Nel corso dell’assemblea, infatti, si sono incrociati gli interventi di quanti volevano condividere il loro personale ricordo di Stefania e quanti, invece, pur non conoscendola, hanno voluto dire la propria, hanno voluto esprimere il proprio disagio, indignazione. E la propria vergogna di essere uomini, come negli interventi di alcuni giovani ragazzi. A conclusione, dopo un breve intermezzo musicale con antichi canti siciliani, il breve ma intenso intervento di Ninni Noce, padre di Stefania.
La serata è proseguita con la fiaccolata. Un corteo di luci silenziose ha attraversato la città, per concludersi in piazza Università, con la lettura a voce alta dei nomi delle vittime di femminicidio in Italia nel 2011.