giovedì 23 agosto 2012

[Reblogged post da LeVoltapagina] #mantidevelenosa : Oggi il mare è limpida?


Oggi il mare è limpida?

MAGGIO 31, 2012  |  ARTICOLI
di elena caruso
Non si tratta di pignoleria, o di inutili precisioni. Non si tratta di voler mettere i puntini sulle “i” ad ogni costo. O di essere perfezionisti. È una questione di definizione. E capisco che di questi tempi siamo tutti un po’ confusi al riguardo. Abbiamo bisogno di metterci d’accordo sul significato di tante parole: politica, informazione, per esempio. Che cosa significano? È politica quella che Alcuni pretendono di esercitare oggi? O ancora: leggendo i giornali ci confrontiamo con l’opera di persone definibili giornalisti o piuttosto di giornalai?Ma non voglio divagare.
Vorrei condividere con voi un piccolo episodio che si è verificato ieri.Nel corso di una conversazione mi è stata posta questa (banalissima) domanda:
Elena, sei uno studente?
Sono rimasta attonita. Uno studente? Mi sembra ossimorico oltre che sgradevole (agli occhi e alle orecchie) associare un nome femminile (Elena) ad un nome maschile (studente). Oltre che innaturale, è anche un errore di concordanza di non poco conto, come a dire “oggi il mare è limpida”. Insomma mi sono infuriata e ho spento il computer, dopo aver risposto:
No, non sono uno studente. Sono una studentessa!
E vi assicuro che mi sono trattenuta, tanto che oggi la mia energia l’ho liberata scrivendo questo post. Le parole fanno la differenza. E le definizioni sono il punto di partenza per comunicare, evitare corti circuiti e incomprensioni. E poi le parole italiane hanno una declinazione femminile, della quale tutti dobbiamo pienamente appropriarci. Parole come avvocata o assessora non suonano strane se ci abituiamo ad usarle e a sentirle.

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