giovedì 27 settembre 2012

La lezione di Paolo



L'equivoco su cui spesso si gioca è questo. Si dice: "Quel politico era vicino a un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto". E no! Questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: "Beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria, che mi consente di dire quest'uomo è mafioso". Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, cioè le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato, ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza, si è detto: "Ah, questo tizio non è stato mai condannato, quindi è un uomo onesto". Ma dimmi un poco: ma tu non ne conosci gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c'è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre, soprattutto i partiti politici, a fare grossa pulizia, a non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati".

Paolo Borsellino
(dalla lezione del 26 gennaio 1989 all'Istituto Tecnico Professionale di Bassano del Grappa)


Ritenete che dopo oltre ventanni la lezione sia stata appresa? 

Quando finirà l'ipocrisia della commemorazione sterile e celebrativa? 

Sarebbe bello se il Suo nome vivesse nei Nostri gesti più che in qualche parola di circostanza.




CONFRONTI
(qualcosa non va) 



Nino D'Asero, parlamentare uscente, indagato per abuso d’ufficio nell’inchiesta sulle “promozioni facili” al Comune di Catania avviata dalla procura catanese che ha procurato un danno patrimoniale di 18 milioni di euro.
Chi vota per lui e il suo partito " l'avissa a pigghiari na morti ovva " (traduzione: una morte che non guarda in faccia nessuno)
(Dalla pagina Facebook di Pecore Sicule )

Per maggiori informazioni sulla Fedina Penale dei Candidati alle Elezioni Regionali Siciliane cerca Pecore Sicule di Salvo Grillo

Nessun commento:

Posta un commento