mercoledì 10 ottobre 2012

La mia intervista a Federica Buttò- Reblogged post da Bambole Spettinate & Diavole del focolare


IL BRONZO DELLE GIRLS AI MONDIALI DI BRIDGE IN CINA

In quest’atmosfera olimpicocentrica, non fanno rumore i successi che dall’altra parte del mondo ha realizzato la squadra italiana ai mondiali di bridge che si sono appena conclusi in Cina, ma anche in questo campo le Italian Girls si sono distinte.
Si chiama Federica Buttò ha 23 anni, vive a Catania dove frequenta la Facoltà di Giurisprudenza . Segni particolari? Gioca a bridge. Anche se non ama essere definita una « campionessa», Federica ha collezionato numerosi trofei nazionali e internazionali. Quest’estate è stata per lei ricca di appuntamenti: ha partecipato all’undicesima edizione del Campionato Europeo Giovanile a Coppie che si è svolto nella cittadina danese di Vejle dall’1 al 6 luglio, e, in ultimo, al 14° Campionato Mondiale Giovanile a Taicang, in Cina, dal 25 luglio al 4 agosto. Proprio in Cina è arrivato un grande risultato «Siamo arrivate terze ai campionati mondiali a squadre. Bellissima medaglia di bronzo!».
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 Nella foto: Federica Buttò e la medaglia di bronzo 
Al di là di ogni apparenza, il bridge non è un gioco a carte come gli altri ma un vero proprio “sport della mente”, in cui la fortuna c’entra poco.
Per Federica, è una passione che le è stata trasmessa dai genitori, anche loro giocatori di bridge. «A 15 anni ho frequentato insieme a un amico un corso tenuto al Liceo “Galileo Galilei”. A 18 anni ho iniziato a giocare a livello agonistico».
E se è vero che il gioco a carte, soprattutto in questo periodo estivo, evoca le riunioni pomeridiane delle donne più anziane, Federica smentisce «Sembrerà strano ma alcuni dei miei più cari amici sono proprio bridgisti! Tutti juniores di Palermo e Roma! Gli Italiani, però, devo ammetterlo, attualmente non sono molti: non saremo più di settanta. »Per Federica il bridge è una passione che l’ha portata molto lontano, regalandole la possibilità di viaggiare e compiere numerose e stimolanti esperienze all’estero, ma vivere di bridge non è tra le sue prospettive future. «Anche se ci sono bridgisti professioni, ai primi posti nel ranking mondiale, che riescono a guadagnare molto grazie agli sponsor. Continuerò tra gli juoniores, la categoria degli under 25. Dopo giocherò solo per hobby, credo! ».
Nessun riconoscimento dalla sua città, Catania, nonostante Federica sia membro della nazionale e si è guadagnata una fama nazionale, da parte dei bridgisti di tutta Italia, e, anche d’Oltralpe, è conosciuta tra gli Juniores del mondo «i riconoscimenti arrivano dall’interno del contesto bridgistico, e dai miei amici che credono che sia un genio per il semplice fatto che gioco a bridge!».
Anche se a Catania il bridge non è molto diffuso, il Circolo Bridge Catania, in via Sgroppillo «è uno dei più belli d’Italia» dice « Campioni che hanno solcato la scena internazionale tengono corsi di alto livello, aperti a chiunque intenda iscriversi!». L’Italia ha una quadra competitiva, soprattutto vanta una grandissima tradizione bridgista sia a livello di juniores che a livello open. I primi posti nel ranking mondiale sono occupate solo da coppie italiane.
«A livello agonistico il bridge impegna abbastanza tempo» spiega «Quando non ci sono competizioni in vista, mi alleno almeno due volte alla settimana, per non perdere familiarità col tavolo».
E sugli appuntamenti internazionali di questa stagione estiva, Federica esprime soddisfazione «Siamo arrivati in finale agli Europei in Danimarca e adesso il bronzo per i mondiali in Cina! Qualche volta i sogni divengono realtà».

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