giovedì 19 settembre 2013

La letteratura può salvare il mondo ?


Nel contesto odierno, le risorse scarseggiano e le prime voci di spesa ad essere eliminate sono quelle – superflue- allo studio, e più in generale alla cultura. Insomma al pensiero, e al nutrimento dell'intelletto. 
Non (c') è tempo -denaro- per pensare.
Una missione importante è quindi affidata agli intellettuali di ogni ordine e grado: dimostrare che la letteratura è salvifica. Una missione importante, ma di certo non di facile compimento se pensiamo ad alcune “autorevoli” pareri al riguardo, ne cito solo uno per tutti, perché ricordare è utile, ma talvolta doloroso:

«Di cultura non si vive, vado alla buvette a farmi un panino alla cultura, e comincio dalla Divina Commedia.»



Proprio a questa missione della letteratura, occorre votarsi quando ci si accosta a un libro. 
Leggere è un atto salvifico e politico.
Ho letto la Penultima fine del mondo, l'ultimo noir di Elvira Seminara. E subito anticipo che definirlo noir è impreciso. Anzi: pericoloso. Una definizione che finisce per stressare il lettore verso una ricerca spasmodica e poco appagante di morti e assassini. L' invito è quindi a dimenticare questa etichetta “noir”, e a pensare alla Penultima piuttosto come a un esercizio della mente e dello spirito. Dagli esiti imprevisti, oltre che imprevedibili. Un libro impegnativo, che non si adatta alle temperature calde. Piuttosto agli uggiosi pomeriggi autunnali, che sembrano non avere fine.
Arrivati all'ultima pagina la Penultima non è ancora finito, il lettore si sentirà turbato, spossato e anche stupido, perché non sarà subito facile capire cosa è accaduto, forse si ricomincerà a leggerlo. O forse ci stiamo vivendo dentro, in una delle sue dimensioni. 
 Dopotutto non basta sollevare la rete o aprire un libro per scoprirlo? 





PS: Quale durata avrà il mondo? L'esigenza di prevedere il momento e conseguentemente di attrezzarsi in modo adeguato all'evento  è sempre stato un leit motiv dell'umanità.  Scrittori, maghi, registi ( e anche santi come Giovanni vedi Apocalisse) hanno scritto e immaginato che volto avrà questa (penultima) fine-del-mondo, prospettandone gli scenari. Sono giù sopravvissuta chissà a quante fine-del-mondo annunciate in questi 23 anni, di certo ho contezza di due fine-del-mondo. La prima nel 2000 con l'entrata nel terzo millennio e la seconda nel 2012 profetizzata dai Maya. Per quanto mi riguarda ho atteso entrambe le volte di essere protagonista di un evento unico di importanza mondiale, anzi cosmica. Anche se non capivo perché questo onore - essere selezionata in migliaia di anni di umanità- dovesse essere capitato a me, a noi che ci troviamo a campare in questi anni. Che culo!  

Quando ho letto la Penultima fine del mondo, con i suoi strani suicidi che ricordavano il volo degli uccelli, non ho potuto non rievocare Hitchcock (e quando mai!).  
Ovviamente mi riferisco a The Birds. La scena è questa:



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