martedì 24 settembre 2013

Souvenirs da Trieste



Sono arrivata a Trieste in treno (da Venezia dove mi sono recata per fingermi una ragazza colta in visita alla Biennale d'Arte) arrivata alla stazione ad attendermi la cara amica Laura. Insieme abbiamo raggiunto a piedi, io Laura e il mio maxi borsone, il ristorante greco nel Ghetto ebraico, proprio dietro l'elegante Piazza dell'Unità d'Italia. Dopo aver mangiato greco e aver già saggiato il profumo cosmopolita di questa città portuale, ci rechiamo in giro per il centro (mollando il borsone al ristorante). Quando finiamo "il giro" è già notte fonda, e il ristorante chiuso e serratissimo, con dentro il mio borsone. Torniamo quindi a casa, io e Laura, senza borsone appunto. Prima però ci fermiamo ad ammirare il molo, pieno di luci ed elegnatissimo nelle sue vesti notturne e silenziose. 


Il giorno dopo quindi indosso ancora gli abiti del giorno prima a Venezia (la doccia però l'ho fatta, tranquilli!): un delizioso abito lungo in lino, che ho comprato qualche anno fa a Tossa De Mar, in gita scolastica. Con questo abitino mi reco quindi in giro per la città, turista solitaria. Laura, infatti, lavora. 

(foto a sx: eccomi a Venezia con Edoardo, notare il vestito che ricorre anche negli autoscatti di Miramare)

Poi a Miramare, luogo meraviglioso dove sorge il Castello del Fu Massimiliano, arciduca d'Austria e imperatore del Messico (dove morì fucilato) e della moglie Carlotta del Belgio. Il Castello è sul mare e si gode di una vista meravigliosa di tutta la costa triestina, e sorge dentro quello che è oggi un parco naturale. All'interno del Castello segnalo tra gli appartamenti imperiali, la “cabina”, la stanza di Massimiliano, concepita come la cabina di una nave (e in effetti confermo la sensazione è proprio quella, visto che sembra di sfiorare l'acqua del mare). E l'appartamento del Duca D'Aosta dei primi decenni del Novecento, in stile razionalista.


verso Miramare


a modo mio volevo fare una foto "artistica" col pennuto e il castello, ma ovviamente il pennuto è volato via

(ecco il mio autoscatto - idiota- a Miramare!) 


Il giorno successivo a Miramare, avevo trascorso qualche ora nel centro di Trieste, e acquistato un pacchetto turistico con l'intento di visitare in modo ottimale (tempo/conoscenza) il centro storico, perché a zonzo c'ero già andata per le strade della città, ma pensavo che una guida vivente (magari triestina!) avrebbe potuto darmi qualche aneddoto in più sulla Trieste “underground” (tutto quello che sulla guida non trovate !) . Invece è stato un autentico fiasco, e l'ho capito dopo due minuti, quando, dopo una sontuosa colazione, recatami nel luogo dell'appuntamento proprio in Piazza Dell'Unità mi rendo conto che la mia “fantastica guida” è una donna francese imbeccata di nozioni generali, facilmente reperibili in qualsiasi guida cartacea. Ormai i soldi li avevo spesi, e quindi mi sono costretta a seguire questa tale in giro tra Arco di Riccardo, Teatro Romano, Cattedrale di San Giusto etc, con sconosciuti compagni di gita. Decido di interrompere quel supplizio, per anticipare la mia gita alla Grotta Gigante, a Sgonico. Salgo sul bus, accanto a me siede un'arzilla vecchietta che mi tiene compagnia fino a Prosecco, dove abita, in questo lungo viaggio per la provincia triestina. La mia fermata, invece, Grotta Gigante. Mi sono recata lì, per ragioni “turistiche”, era tra le “attrazioni” più consigliate. Ma non avevo minimamente idea di cosa mi aspettasse. E forse questa incoscienza ha aumentato la mia sorpresa. La Grotta Gigante, a confine con la Slovenia, è la più grande cavità carsica al mondo, uno spettacolo naturale straordinario che ti toglie il fiato.
È prevista una visita guidata ogni ora, bisogna percorrere un percorso di 1000 scalini totali (come un cartello ti indica al momento del biglietto), dall'ingresso alla cava ci sono circa 100 metri di profondità. E la temperatura costante è di 11 gradi costanti (io ovviamente non ero attrezzata adeguatamente, quindi vi consiglio un paio di scarpe da ginnastica e felpa se doveste decidere di andarvi). La visita dura circa un'ora ed è sempre guidata da una persona competente, almeno la mia guida era una bravissima geologa, che ha spiegato tutti i fenomeni che stanno all'origine e formazione della Grotta Gigante, che ha una lunga “vita”, 10 milioni di anni !

Si compie quindi questa discesa fino alla Grande Sala dove è possibile ammirare le celebri stalagmiti, come la Colonna Ruggero (qui sotto nella foto). 

 

E poi la risalita seguendo il sentiero Carlo Finocchiaro che percossero i primi esploratori nel 1840, si percorre poi un tunnel artificiale, fino al Belvedere dal quale si può ammirare tutta la grotta da un'altezza di 95 metri. Mi sentivo mancare l'aria, non so se per l'altezza o lo spettacolo. Io oltre ad essere l'unica “sola” ero anche in cima al gruppo e quindi arrivando tra i primi al Belvedere potevo osservare tutti ancora sotto risalire. Tutte quelle persone in fila, lungo il percorso mi parevano tante formichine, e la grotta un formicaio. Insomma ero dentro A Bug's Life.

Vi consiglio di vedere questi video di youtube se siete incuriositi dalla Grotta Gigante:
La visita completa della Grotta  e Base Jump nella Grotta


A proposito di guide triestine, vi consiglio Trieste di Jean Morris, che ho comprato in una libreria vicino Piazza dell'Unità, si chiama UBIK e vi ho trovato una commessa molto simpatica e competente (infatti ho comprato anche un altro libro America perduta per prepararmi al viaggio on the road negli USA che avrei fatto pochi giorni dopo) 

Ho scritto di getto, poche parole figlie della nostalgia , questa volta è toccato a Trieste.  Mi scuso per i salti il dsordine e i refusi, ma è una scrittura improvvisa e "da ricordo". E i ricordi sono "disordinati" come ci ha insegnato anche Proust.  Le foto, di pessima qualità, le ho scattate io.  

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